La veterinaria antica e medievale

Veterinaria antica e medievale

Gli interventi raccolti nel volume La veterinaria antica e medievale, testi greci, latini, arabi e romanzi, pp. 544, € 68,00, sono il frutto di un Convegno internazionale che ha visto per la prima volta confrontarsi filologi classici, storici della disciplina e filologi romanzi nello studio di testi in greco, latino, arabo e volgare italiano che vanno dall’antichità sino alle soglie dell’epoca moderna.

Il volume focalizza in primo luogo i numerosi problemi di interpretazione che si rinvengono in tali opere: la lingua impiegata dagli autori antichi e medievali di veterinaria è infatti non solo settoriale, ma rispecchia spesso anche caratteristiche della comunicazione orale, di cui sono limitatissime, quando non del tutto assenti, ulteriori attestazioni.

Notevole attenzione è stata, inoltre, rivolta all’ampliamento e all’approfondimento della conoscenza della tradizione manoscritta, ai rapporti di dipendenza esistenti fra i vari trattati e alla ripresa delle tematiche in essi ricorrenti anche presso autori non specialistici. Sono state infine indagate le fonti iconografiche e archeologiche al fine di pervenire a una migliore comprensione delle tecniche antiche e medievali volte alla cura degli animali.

I curatori

Vincenzo Ortoleva è Professore ordinario di Filologia classica nell’Università di Catania, dove è anche membro del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Filologia greca e latina. Da molti anni conduce ricerche sui trattati di veterinaria greci e latini. In tale campo di indagine ha pubblicato numerosi saggi, soprattutto sulla tradizione manoscritta e sul testo dei Digesta artis mulomedicinalis di Publio Vegezio Renato. Si è inoltre occupato della traduzione greca di Massimo Planude dei Disticha Catonis (di cui ha curato l’edizione critica), dell’Epitoma rei militaris di Vegezio, del De genio Socratis di Plutarco, nonché di problemi critico-testuali ed esegetici in diversi autori greci e latini.

Maria Rosaria Petringa è Ricercatrice di Letteratura cristiana antica nell’Università di Catania, dove insegna Letteratura cristiana antica e Letteratura latina medievale e umanistica ed è membro del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Filologia greca e latina. I suoi interessi scientifici vertono sulla constitutio textus degli scritti patristici, sull’esegesi dei testi poetici cristiani tardoantichi e medievali e sul Fortleben degli autori classici nei Padri. In tali àmbiti di ricerca ha in particolare pubblicato vari contributi sull’anonimo poema dell’Heptateuchos e sul De errore profanarum religionum di Firmico Materno. Si è anche occupata di didattica informatizzata delle lingue classiche.

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