Diario della Confraternita Preraffaellita (1849-1853)

John Everett Millais, Isabella, 1848-1849, Liverpool, Walker Art Gallery.

Redatto da William Michael Rossetti negli anni 1849-1853, e pubblicato in forma ridotta nel 1900, il Journal della Confraternita Preraffaellita, edito a cura di Manuela D’Amore  con il titolo Diario della Confraternita Preraffaellita (1849-1853), pp. 274, illustrato, € 29,00, rappresenta un prezioso spaccato di vita umana e artistico-letteraria in epoca vittoriana.

Centrali i contatti con i grandi della poesia tardo ottocentesca (Alfred Tennyson e i Browning) e la continua ricerca da parte di Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt, John Everett Millais, Thomas Woolner, James Collinson e Frederick George Stephens di una propria cifra distintiva nel panorama inglese delle arti figurative. Continua a leggere

Criminali, assassine, adultere, degenerate… folli? Rappresentazioni del femminile nel sensation novel

Homer Winslow, The New Novel, 1877. Museum of Fine Arts, Springfield Mass.

Genere fluido e liminale per eccellenza, il sensation novel condivide stilemi narrativi, tecniche di costruzione della diegesi e dei personaggi e altro ancora con la high literature vittoriana, mentre al contempo si riallaccia più specificamente a forme di letteratura popolare e di massa che fin dal loro insorgere dividono nel giudizio pubblico e critica per la loro capacità di suscitare emozioni e sentimenti ‘immediati’ nei lettori più culturalmente naïve.

Non a caso definito anche electric novel per la sua attitudine a condensare con compiuta ed efficace immediatezza il senso di continuo e rapido cambiamento, di violente emozioni e di eccitazione che secondo la critica coeva caratterizza l’esperienza stessa della modernità, questo genere narrativo percorre negli anni ’60-’70 dell’800 una spettacolare parabola segnata da uno straordinario successo di pubblico e dai feroci attacchi della critica ufficiale per la sua ‘scandalosa’ messa in discussione dei modelli sociali e di genere dominanti. Continua a leggere

Rileggere Baudelaire

Rileggere Baudelaire

Questo penetrante saggio di Giuseppe Grasso, Rileggere Baudelaire, pp. 252, € 28,00  studio critico e documento letterario insieme, ripercorre, con dovizia di informazioni e un taglio decisamente inedito, le tappe più salienti del canzoniere baudelairiano, offrendo al lettore la possibilità di rivisitarne temi e motivi spogliati da ogni possibile decorativismo interpretativo e dai luoghi comuni che spesso accompagnano il poeta, il quale, addentrandosi nelle zone più oscure dell’animo umano, ha profondamente rinnovato la lirica moderna.

L’Autore dell’arioso e affabile entretien è docente di Lingua e Letteratura Francese, critico letterario, francesista e italianista, esperto nella comparazione delle due lingue e già autore di saggi sulla poesia moderna e contemporanea (Baudelaire, Mallarmé, Valéry, Cardarelli, Pavese).

Il testo è preceduto da un breve saggio introduttivo dello scrittore e giornalista Paolo Pinto: Baudelaire, il dannato che cercava l’assoluto.

Sulle orme di Fermat. Il teorema dei numeri poligonali e la sua dimostrazione

Sulle orme di Fermat

L’interesse per la matematica e, in particolare, per la storia della teoria dei numeri ha ritrovato da tempo nuovo vigore presso cultori, appassionati, insegnanti e studenti.

Ciò è dovuto alle inaspettate applicazioni della teoria dei numeri non solo a discipline fondamentali quali fisica, biologia, scienza dei calcolatori, comunicazioni digitali, crittografia, ma anche ad ambiti che ci coinvolgono quotidianamente come quiz, giochi matematici e design artistico.

In modo rigoroso e nello stesso tempo coinvolgente, il volume Sulle orme di fermat. Il teorema dei numeri poligonali e la sua dimostrazione, pp. 192, € 34,00, traccia un appassionante excursus della storia della teoria dei numeri, focalizzando l’attenzione sui grandi problemi che hanno segnato lo sviluppo del pensiero matematico. Continua a leggere

La Princesse d’Amour. La Contessa di Castiglione

La Contessa di Castiglione di George Frederic Watts, 1857, (immagine tratta dal volume "La Divine Comtesse" di Robert de Montesquiou, Goupil, Paris, 1913).

Louis Payen, La princesse d’amour, La Contessa di Castiglione, a cura e con la traduzione in italiano di Maria Giuliana Zucchini e Sergio Del Santo, pp. 56, € 10,00.

Commenti dai giornali francesi dell’epoca

La prima rappresentazione de La Princesse d’Amour di M. Payen ha avuto luogo al Teatro Municipale di Tunisi il 24 febbraio 1923 con un grandissimo successo. Mademoiselle Cécile Sorel (Comtesse de Castiglione) e M. Maurice Escande (Marcel d’Ormoy), i primi del cast, furono oggetto di prolungate ovazioni. Essi hanno recitato con una emozione straziante questa commedia che si annovera tra le migliori del poeta. (Le Petit Journal) Continua a leggere

Gita pedestre da Ventimiglia alla Spezia

Lerici e Porto Venere. Disegni tratti da "Vedute e descrizioni dei fari e semafori sulle coste d’Italia..." Ufficio Idrografico della R. Marina, Genova 1877

Nel leggere il resoconto del viaggio pedestre da Ventimiglia alla Spezia, scritto da Antonio Annoni nel 1897, ora pubblicato nel volume dal titolo Antonio Annoni, Gita pedestre da Ventimiglia alla Spezia, introduzione, note e commento di Sabrina Cipriani, pp. 148, € 18,00, si rimane colpiti nel constatare come, alla fine dell’Ottocento, nelle due Riviere liguri la vocazione turistica e la vocazione industriale si ritrovino a coesistere con risvolti di sorprendente modernità.

Si tratta di 366 km a piedi, che il lettore può seguire attraverso gli occhi del viaggiatore in cammino, attirato, di volta in volta, o dalla straordinaria mutevolezza del paesaggio o dalla ricchezza del patrimonio storico-artistico che lo porta a descrivere, con sintetica precisione, chiese, santuari, fortificazioni e palazzi. Continua a leggere

Platone orale

Jean Delville (1867-1953), La scuola di Platone, Parigi, Musée d'Orsay

Il saggio di Quintino Cataudella su Platone orale, a cura di Debora Cilia e Paolo Cipolla, con una nota introduttiva di Giovanni Salanitro, pp. 164, € 28,00, si pone all’interno di una secolare tradizione di ricerche e dibattiti sulle cosiddette dottrine non scritte del filosofo greco.

Utilizzando dati di natura rigorosamente testuale e avvalendosi di un approccio filologico, Quintino Cataudella respinge la posizione di coloro che negano l’attività orale di Platone senza però mai giungere a sopravvalutarla a scapito di quella scritta. Continua a leggere

La Via Alessandrina ai Fori Imperiali

Charles Lock Eastlake, Il Foro Traiano e il colle capitolino, 1821, olio su tela, Londra, Victoria and Albert Museum (da Imaging Rome 1996)

Questo libro, La città assente. La via Alessandrina ai Fori Imperiali, a cura di Bruno Toscano, con la collaborazione di Patrizia Di Benedetti e Paola Picardi, pp. 440, con numerose illustrazioni, € 58,00, è dedicato a una strada scomparsa di Roma, la Via Alessandrina, nel Rione Monti, tracciata intorno al 1570 durante la prima sistemazione urbanistica moderna della zona tra il Foro di Nerva e la Colonna Traiana per opera del cardinale Michele Bonelli, nipote di Pio V Ghislieri, detto l’Alessandrino, dalla sua zona di origine e demolita circa 4 secoli dopo, nei primi anni ’30 del Novecento nel contesto dello sventramento della zona dei Fori imperiali voluto da Mussolini.

L’assenza, quindi, intesa come valore perduto, misto di storia e di arte, assume, nel volume, una speciale attenzione. La ricerca non può certo presumere di restituirlo, può però far sentire il peso specifico della sua storia interrotta in un quadro di presenze parziali e di sopravvivenze. La città ci apparirebbe in una facies meno verosimile se ci rassegnassimo a considerarla per sempre amputata delle parti mancanti solo perché sono mancanti. Continua a leggere

La necropoli meridionale di Tharros in Sardegna

La necropoli meridionale di Tharros

L’edizione della campagna di scavo condotta nella necropoli meridionale di Tharros in Sardegna, pubblicata con il titolo di Beni culturali e antichità puniche. La necropoli meridionale di Tharros, Parte prima, a cura di Enrico Acquaro, Carla Del Vais e Anna Chiara Fariselli, pp. 590, mostra i risultati dell’attività di scavo al fine di evidenziare come il progetto di ripristino della necropoli tharrense si inserisca nel contesto di un più ampio ed ambizioso programma di recupero dell’intero sito al Patrimonio Culturale Italiano.

Non a caso si è voluta denominare la prima sezione del lavoro «La necropoli riscoperta». Riscoprire lo spazio funerario significa, innanzitutto, ripercorrere il cammino degli studi traendo, dalle spesso misconosciute cronache ottocentesche, informazioni, talora impreviste, sull’aspetto del settore e sulla tipologia dei rinvenimenti.

In un contesto di tal genere, compromesso da generalizzati episodi di violazione, non sfugge l’importanza di tale versante di conoscenze, in alcuni casi foriero, fra l’altro, di dati decisivi per liberare il campo dai molti equivoci d’interpretazione che si sono perpetuati in letteratura attraverso gli anni. Continua a leggere