Donne de-generate

Jean Auguste Dominique Ingres, Groupe de femmes, 1867. Musée Ingres, Montauban, France

Jean Auguste Dominique Ingres, Groupe de femmes, 1867. Musée Ingres, Montauban, France

Il volume dal titolo Donne de-generate. La costruzione sociale trans-genre dell’identità femminile tra Settecento e Ottocento, a cura di Marcella Romeo, Agorà & Co., Sarzana 2013, € 30,00 (acquista il volume), intende leggere tutti i presunti atti di degenerazione descritti dai testi presi in esame, scelti volutamente tra generi differenti (con particolare attenzione a testi del Settecento e dell’Ottocento) come atti di estremo distacco dalle qualità della gens d’origine, socialmente costruite e culturalmente decretate e accettate, dalla gens d’origine, come le uniche moralmente possibili.

Infatti, il termine degenerazione, dal latino degenerare, corrisponde ad un distacco dalle qualità, soprattutto morali, della propria stirpe, alla perdita dei caratteri originari che mutano in peggio. Sinonimo di tralignare, corrompersi, d’altronde, il verbo degenerare è sinonimo di pervertimento morale o, più genericamente, di un passaggio da uno stato originario a una condizione comunque peggiore di un individuo, dei costumi dell’arte, della letteratura.

Ecco dunque che attraverso i secoli l’appellativo degenerata, certamente con varie sfaccettature, è stato utilizzato per identificare la donna che mette in discussione la natura biologica della propria identità con la quale il sistema patriarcale ne argomenta la differenza, o meglio l’inferiorità, rispetto all’uomo e che, per il fatto di lottare per ottenere pari opportunità, viene considerata una donna innaturale, che cioè cerca invano ed artificiosamente di alterare la propria natura silente, la propria essenza non-pensante, che la confina, nella storia, all’interno della sfera domestica e al ruolo di madre e di moglie o, nei casi meno fortunati, a quello di prostituta.

Contenuto del volume:

IntroduzioneMarcella Romeo

La duplice degenerazione della Fedra senecanaUgo Di Toro

Unnatural Distinctions: espropriazione/ri-appropriazione identitaria nell’opera di Mary WollstonecraftPaola Partenza

Rewriting the Body: Transgression and Renewal in Daniel Defoe’s Lady RoxanaMiriam Sette

Lying, Cheating and Other Crimes Virgin-Virago Masks in Eliza Haywood’s “Fantomina” and “Anti-Pamela”Manuela D’Amore

«An improbable and unsettling romance»: Sarah Austin e la degenerazione della scritturaEmanuela Ettorre 

The Assertion of the New Woman’s Voice: The Use of Modalization in Frances Power Cobbe’s Periodical JournalismLoredana Sferrazza

Il velo di Ayesha: gli elementi dei-ttici in SheAngelo Baccarella

«Climbing untrodden paths and unfrequented passes». De-generation in the ‘The Buddhist Priest’s Wife’ by Schreiner, ‘A Cross Line’ by Egerton and ‘The Undefinable’ by Grand.Marcella Romeo

«Deeds not Words»: Emmeline Pankhurst and the Vote for WomenGiulia Adriana Pennisi 

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