Il sogno spezzato di Evita Perón

Evita Perón

Evita Perón

Al di là di ogni giudizio che se ne voglia esprimere, resta comunque il fatto che la figura di Evita Perón è diventata un mito. Un mito che forse non tramonterà mai più. Un ricordo che, divenuto rimpianto, porterà al terzo governo di Perón e sul quale farà leva il movimento guerrigliero peronista “Montoneros” che evocherà proprio la figura di Evita con lo slogan “Si Evita viviera, seria Montonera”, (se Evita vivesse, sarebbe Montonera). E che oggi, pur dopo sessanta anni dalla sua morte, è più vivo che mai. Perché la storia di Evita è una storia senza tempo: è accaduta nell’Argentina degli anni quaranta ma potrebbe accadere anche oggi in qualsiasi altra parte del nostro mondo e sarebbe ugualmente grandiosa.

Ora un volume (Giorgio Colavincenzo, Evita Perón. Dalla realtà al mito, Agorà & Co., Lugano 2013, pp. 236) (acquista il volume) ripercorre in maniera asciutta e avvincente la storia di Evita, dall’infanzia, agli esordi, al trionfo, per arrivare ai profondi cambiamenti che la sua azione ha impresso nella storia del popolo argentino.

Oggi il bel volto sorridente di Evita, uno dei più grandi miti femminili del ventesimo secolo, campeggia gigantesco sulla facciata del palazzo del Ministero del Lavoro di Buenos Aires in una struttura in ferro che la domina completamente, a perenne ricordo della donna che è diventata il simbolo e l’aspirazione verso un’autentica giustizia sociale per l’Argentina moderna.

Ma che trova spazio anche nel mondo intero.

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