Gli insegnamenti fondamentali del Buddhismo

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Nel panorama buddhista occidentale, e in particolare quello italiano, mancava certamente un testo che trattasse del tema della pedagogia e presentasse il Buddhismo in forma di auto-educazione. Di principi e valori educativi il Buddhismo è pieno, anzi si può senza esagerazione affermare che è esso stesso il Sentiero all’educazione interiore che mira allo sviluppo delle potenzialità di crescita delle persone e al miglioramento delle loro condizioni di salute psico-fisiche.

Come si evince leggendo questo volume di Taeri Sunim dal titolo Il Buddhismo come auto-educazione. Gli insegnamenti fondamentali del Buddhismo letti in chiave pedagogica con spunti di comparazione con la “via di mezzo” aristotelica e la via socratica del “conosci te stesso”, pp. 264, 2005, € 19,00 (acquista il volume), l’educazione buddhista, partendo dall’interiorità della persona, si declina esteriormente in ambito sociale, relazionale, ambientale, politico e religioso dando adito a ulteriori sviluppi per l’educazione nei rispettivi contesti: educazione al pluralismo; educazione alla consapevolezza; educazione ecologica; educazione alla pace; educazione alla tolleranza religiosa.

Questo testo non tratta solo di educazione e pedagogia, ma è prima di tutto una presentazione al pubblico occidentale degli insegnamenti basilari di questa grande Via Sapienziale, patrimonio spirituale dell’intera umanità, che travalica i confini geografici e temporali di una specifica cultura. L’esposizione è resa ancora più interessante dagli spunti di comparazione dottrinali buddhisti con quelli di alcuni eminenti filosofi occidentali, in particolare degli antichi greci.

 

L’AUTORE

Giancarlo Cocco, in religione Taeri Sunim, ha trascorso nove anni in Asia durante i quali ha vissuto, praticato e studiato in vari monasteri coreani, taiwanesi, thailandesi, birmani e srilankesi. Ha seguito la formazione monastica completando i rispettivi training e prendendo l’alta ordinazione (bhikshu) in due delle tre principali tradizioni del Buddhismo, (Mahayana e Theravada, la terza è il Vajrayana), sotto la guida esperta di maestri di meditazione, di dottrina e di disciplina.

Tornato in Italia, presso il piccolo tempio Musang Am nelle colline di Lerici, ha continuato la sua attività di pratica e contemporaneamente ha iniziato a trasmettere la sua esperienza agli occidentali interessati. Questo libro nasce dall’incontro della sua esperienza monastica con quella della sua formazione accademica pedagogica e dal desiderio di interpretare per l’Occidente questa antica tradizione spirituale.

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La memoria di Cartagine nella pittura italiana tra Seicento e Settecento e nelle incisioni della “Istoria Romana” di Bartolomeo Pinelli

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Nel volume di Enrico Acquaro, La memoria di Cartagine nella pittura italiana tra Seicento e Settecento e nelle incisioni della “Istoria Romana” di Bartolomeo Pinelli, pp. 68 + 12 tavole a colori fuori testo, 2015 (acquista il volume), protagonisti quasi esclusivi sono Elissa/Didone, la regina fondatrice della Cartagine d’Africa, e gli esiti del suo incontro con Enea; Annibale Barca ed i suoi elefanti; Sofonisba sposa di Siface amata da Massinissa; le punica di Bartolomeo Pinelli.

I temi sono gli stessi che le fonti classiche hanno tramandato alla letteratura e alle belle arti con il filtro dell’Umanesimo sino ai nostri giorni, mentre l’ispirazione degli artisti e le loro realizzazioni si confrontano con una realtà storica che sarà compiutamente storicizzata solo dalla seconda metà del ’900.