Haiku irregolari in forma di musica

Aima, Haiku irregolari in forma di musica, con illustrazioni di Diego Cinquegrana, Agorà & Co., 2018, pp. 114, € 15,00 (Collana “Lo Specchio di Dioniso”).

Per ordini e informazioni: infoagoraco@gmail.com

Link per l’acquisto del volume https://www.ibs.it/haiku-irregolari-in-forma-di-libro-aima/e/9788889526330?inventoryId=101731151

Questo è un libro di haiku irregolari e per coerenza, la sua presentazione non dovrebbe dilungarsi oltremodo, parimenti  per convinzione, non potrebbe comunicare più di quanto abbiano la facoltà di fare i testi stessi: forme brevi, volatili, capaci di rappresentare uno stato delle cose e dell’essere, con la leggerezza dell’acquarello.

L’ermetismo di questi brevi componimenti è testimone del gesto istantaneo, del pensiero immediato; espressione massima di sintesi della sensazione, dove universo interiore ed esteriore coincidono al punto di perdersi nell’istantaneità dell’immagine.

L’haiku, eidolon della sensazione è sguardo d’insieme, fotografia di una sezione di realtà trasfigurata e compenetrata dalla sensazione stessa.

Quando si giunge a complicare la realtà in modo eccessivo, spesso accade che per comprendere si debba tornare alle origini e dunque alle forme di espressione più primitive: l’immagine e la musica.

La poesia è ovunque, non dev’essere creata, la si trova in ogni situazione: è solo la predisposizione nel coglierla che ne determina la sua selezione nel flusso dell’essere.

Per quanto breve, conciso e fratello dell’immagine, l’haiku è testo e dunque partecipa della sua natura fallimentare nell’espressione dell’invisibile, dell’immaginato.

La sua vera chiave di lettura è quella dell’interpretazione multipla e il suo vero senso lo si può cogliere solo nella sospensione ch’esso genera.  La Poesia è l’aria che si insinua attraverso le piume in un battito d’ali; non il battito d’ali.

Nell’interlinea tra i versi, in quello spazio tra le righe, è insito l’Essere-in-potenza che enigmaticamente lascia che il senso si modelli a discrezione di chi la accoglie e i versi non sono che il corpo, l’involucro dello spirito che vi aleggia.

I versi sono codici da interpretare, simboli che cambiano a seconda di chi li tocchi, cristalli liquidi, sostanze cangianti, liquida è la loro essenza contrariamente a quella volatile della Poesia.

Nessuna lettura è simile o uguale alla precedente perchè l’essere umano cambia in virtù del proprio vissuto. Cogliere l’Essere-in-potenza della Poesia conduce certo ad un genere di conoscenza extra-sensoriale.

È il distacco dall’involucro artistico, dal supporto, dal medium, ciò che genera la levitazione della mente.

Quello che per Natura è divino non può che esprimersi in molteplici modi, ovvero in nessuno in particolare.

L’Autrice

Luisa Papa, in arte “AimA”, è nata a Varese (Italia) nel 1977.

Fotografa professionista, dopo un percorso di studi classici si è laureata in Analisi del Film (discutendo la tesi sulla fotografia nel cinema scandinavo, con focus su Sven Nykvist, direttore della fotografia di Ingmar Bergman) presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, Dipartimento di Arti Visive, Performative e Mediali dove tiene periodicamente seminari di Analisi della Fotografia nel Cinema presso la cattedra di Analisi del Film.

Nel 2009 pubblica un saggio sul libro Da Munk a Dreyer di Loretta Guerrini Verga e Angelo Papi, prefazione di Jean Semolue. (Vecchiarelli, 2009).

Nel 2012 partecipa in qualità di esperta sul tema relativo al rapporto tra “fotografia ed apprendimento” al Convegno Internazionale di Filmagogia (Film Pedagogy) in collaborazione con Alain Bergala (Sorbonne Nouvelle Paris III), con il Dipartimento di Arti Visive, Performative e Mediali di Bologna e la Facoltà di Pedagogia di Urbino.

Nel 2012 offre la propria collaborazione professionale nel contesto dell’evento “Nordic Film Fest (7-14 Aprile 2013, promosso dalle Ambasciate di Svezia, Danimarca e Finlandia a Roma) per uno studio sull’uso del codice fotografico nelle tre versioni di Ordet di Kaj Munk per il cinema e la televisione: Dreyer, Molander, Segerberg.

Studi pubblicati sui seguenti volumi: 1 °The “Word” On the Big Screen: Ordet from Molander to Dreyer’s genius. Ed. Offscreeen. Montreal | 2 ° The Last ‘Word’ on Television. Ordet: From the Master’s to Television’s Adaptation.Ed. Offscreen, Montreal.

Nel 2015 pubblica il saggio Elementi dell’arte della fotografia nel film e il suo orizzonte virtuale per il libro Filmagogia, nuovi orizzonti dei saperi, di Loretta Guerrini Verga e Angelo Papi, UTET 2015.

Dal 1999 partecipa annualmente alla Rassegna di Poesia Internazionale “Altramarea” diretta da Angelo Tonelli e periodicamente ad Argonauti nel Golfo degli Dei.

Ha pubblicato nelle antologie: Poesia come cosa viva, Arcipelago Edizioni, Milano 2009 e Altramarea, poesia come cosa viva, Campanotto Editore, Pasian di Prato 2006, entrambe a cura di Angelo Tonelli.

Molti testi sono stati pubblicati nell’ambito di progetti musicali quali Les Jumeaux Discordants, Daimatland con la violoncellista Annamaria Bernadette Cristian e altri progetti.

Ha svolto performance a Barcellona. Atene, Parigi, Lipsia, Yverdon-Les-Bains, Milano,Verona, Lerici.

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