Filosofia del diavolo. Una breve storia dell’essere


Roberto Bigini, Filosofia del diavolo. Una breve storia dell’essere, pp. 218, 2018. (link per acquistare il volume)

La comprensione della necessità di un ritorno al vincolo del mistero che, in fondo, è riconsiderazione della configurazione della ragione in forma di risposta ad un appello – e per questo incapace di un’autentica sovranità – costituisce il filo conduttore di tutto il testo. La minuziosa disamina degli snodi fondamentali del testo narrativo di Hoffmann fa tutt’uno con la successiva parte che costituisce il volume, e nella quale il venire alla luce della falsa autonomia moderna trova la sua fondazione filosofica attraverso un interessante, e lucido, rimando tra le posizioni di Heidegger, Girard e Maritain. Si potrebbe quasi giungere ad affermare che Bigini utilizza la continua triangolazione di questi tre autori come una chiave interpretativa basilare capace di mostrare non solo la verità del testo hoffmaniano in contrapposizione ad alcune precedenti interpretazioni, ma anche il suo dispiegarsi nella forma di una critica che è possibile comprendere solo attraverso la comparazione tra le due possibili dinamiche esistenziali – una fondativa e l’altra degenerativa – della trascendenza e dell’autonoma immanenza. Nell’uso che ne fa l’autore, tale chiave interpretativa non risulta mai statica. Al contrario, vive e funziona secondo un dinamismo grazie al quale i tre autori di riferimento si appoggiano e si correggono a vicenda. Un dinamismo che rivela un limite insormontabile che si presenta come “le colonne d’Ercole dell’Essere”: la prospettiva cristologica che si dà pienamente nella kenosis dell’esperienza della croce. […] In un’epoca in cui il naufragio del senso oscilla tra il fanatismo scientista e quello della volubile gradevolezza, Bigini ci ricorda che la prospettiva autentica è quella della ragione umile della croce, stoltezza per il fondamentalismo razionalista, scandalo per la religione acritica».

(dalla prefazione di Stefano Santasilia)

 

Roberto Bigini, nato a Carrara nel 1976, laureato in Filosofia all’Alma Mater Studiorum nel 2002, vive e lavora attualmente a Massa. Consulente filosofico e saggista, ha fatto parte di Phronesis, Associazione Italiana per la Consulenza Filosofica collaborando nel 2010 al progetto Tea-time per l’Oncologia dell’Ospedale di Carrara, una pratica dialogica di gruppo, con i pazienti e il personale di reparto, simile ai Café Philo della Parigi degli anni Novanta.

È autore di alcuni articoli apparsi sulla rivista «Phronesis. Semestrale di filosofia, consulenza e pratiche filosofiche», tra i quali si segnalano le recensioni a Frank Furedi, Che fine hanno fatto gli intellettuali? I filistei del XXI secolo (Anno V, numero 8 – 2007) e ad Augusto Cavadi, Filosofia di strada. La filosofia-in-pratica e le sue pratiche (Anno X, numero 18 – 2012).

Nel 2011 ha pubblicato la monografia filosofica Martin Heidegger. Una guida al velamento (Aracne) e nel 2013 ha completato il testo, ancor oggi inedito, La ricezione di Raymond Carver in Italia, contenente un’interpretazione filosofica del racconto Cattedrale. Infine, nel 2014, ha dato alle stampe il volume dal titolo E.T.A. Hoffmann. Divorare e essere divorati (Agorà & Co).

 

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