La figura di Penelope nell’Arte e nella letteratura

cop.sanfilippoblog

Il volume di Maddalena Sanfilippo dal titolo  Coniunx semper Ulixis ero. Penelope nell’arte e nella letteratura dall’antichità a Cesare Ripa, pp. 242 + 34 tavole in bianco e nero fuori testo (acquista il volume) è stato ispirato da un affresco realizzato dal Pintoricchio all’inizio del Cinquecento; oggi staccato e riportato su tela, il dipinto, conservato presso la National Gallery di Londra, raffigura Il ritorno di Ulisse. La scena era inserita in un ciclo che decorava le pareti e il soffitto della ‘camera bella’ nel palazzo di Pandolfo Petrucci a Siena.

Il soggetto sembra una sintesi del racconto omerico: l’attesa di Penelope che fa e disfa la tela per contrastare le pressioni dei pretendenti ansiosi di condurla all’altare, sul fondo gli episodi di Circe e delle Sirene che durante il viaggio mettono alla prova la sapienza e la volontà di Ulisse, forse il ritorno di Telemaco partito alla ricerca del padre, identificato da alcuni nel giovane in primo piano, al centro della scena, che si rivolge con gesti eloquenti verso l’eroina.

L’affresco funge da espediente in questo studio per delineare la tradizione iconografica e letteraria della sposa di Ulisse, Penelope, che dall’antichità ai giorni nostri, si profila come uno dei modelli più significativi di donna virtuosa, fedele e saggia.

Annunci

Il mito di Fetonte nel Rinascimento

Sarcofago antico del Louvre

Il volume Currus auriga paterni. Il mito di Fetonte nel Rinascimento, pp.  384, con 114 tavole in bianco e nero, € 65,00, ripercorre il mito di Fetonte, figlio del dio Sole, dalle prime attestazioni nella letteratura e nelle arti classiche fino al Rinascimento maturo.

Marcella Marongiu, studiosa e collaboratrice del prestigioso Museo Casa Buonarroti di Firenze, ci accompagna attraverso un viaggio suggestivo nelle diverse epoche, alla ricerca degli adattamenti che ogni cultura ha imposto alla figura mitologica del temerario figlio di Apollo, fulminato da Giove per aver osato paragonarsi agli dei.

L’Autrice, svelando inaspettate implicazioni nel campo della morale, della cosmologia, degli ideali letterari e della teoria politica, rende più vitale e attuale la simbologia antica.

Lo studiolo di Francesco I de’ Medici

Maso da San Friano, La ricerca dei diamanti, Firenze, Palazzo Vecchio, Studiolo di Francesco I. (Particolare).

Il volume Guardaroba di  cose rare et preziose. Lo studiolo di Francesco I de’ Medici, arte, storia e significati, pp. 652, con numerose tavole in bianco e nero e a colori, € 120,00, ricostruisce la genesi di uno degli ambienti più famosi di Palazzo Vecchio a Firenze, lo Studiolo di Francesco I de’ Medici e delle sue collezioni di oggetti d’arte e naturalia.

Questi erano inseriti in un’articolata struttura architettonico-figurativa ispirata anche dal proverbiale amore del Principe per l’alchimia. Lo sviluppo dello straordinario ambiente, situato all’interno dell’appartamento ducale di Palazzo Vecchio, è analizzato da Valentina Conticelli, storica dell’arte e Direttrice del Dipartimento per la pittura del Settecento della Galleria degli Uffizi.

L’approccio dell’autrice è di carattere storico-iconologico e propone per la prima volta un’interpretazione rigorosa di tutti i soggetti elaborati dal grande erudito Vincenzio Borghini per questa decorazione, dedicando una particolare attenzione all’analisi degli aspetti scientifici presenti nel programma iconografico.