CORRISPONDENZE SCIENTIFICHE TRA CINQUECENTO E SEICENTO

Il Rinascimento con l’avvento della stampa permise a molte donne di rendere pubblico il proprio percorso di scrittura, e grazie alle sperimentazioni da loro operate, con l’introduzione di tematiche inedite nelle loro opere, le autrici intrattennero un rapporto innovativo con il canone. Considerato in questi termini, il Cinquecento acquista infatti il carattere di un vero e proprio laboratorio in cui si modificano anche le forme dell’autorappresentazione da parte delle scrittrici, al tempo stesso lettrici, che scrivono sia in forma di voce lirica che narrativa, modificando il rapporto intrattenuto con la tradizione letteraria.

In questo periodo, nella penisola, letterate e filosofe cominciarono a tradurre testi scientifici dal greco e dal latino e ad approfondire i loro interessi soprattutto in opere letterarie, in orazioni, dialoghi, poemi e trattati di filosofia morale o in scritti in difesa del genere femminile. La cultura scientifica costituisce, infatti, il bagaglio delle donne colte dell’epoca, variamente interessate all’astrologia e alla cosmologia, alla fisica e alla matematica, alla botanica e all’alchimia, alla chimica, alla medicina e alla storia naturale. Molte di loro impegnate anche in attività di patrocinio e di insegnamento, diventarono traduttrici e collezioniste, espressioni di un nuovo approccio alle scienze.

Camilla Gregetta Erculiani e Margherita Sarrocchi con le loro opere, tra filosofia naturale e scienza moderna, appaiono fortemente rappresentative della cultura filosofica e scientifica del loro tempo.

A loro è dedicato il volume dal titolo Corrispondenze scientifiche tra Cinquecento e Seicento. Camilla Erculiani, Lettere di philosophia naturale (1584), a cura di Eleonora Carinci; Margherita Sarrocchi Lettere a Galilei (1611-1612), a cura di Sandra Plastina, Lugano 2016 (link per acquistare il volume).

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